Futures: cosa sono e come funzionano
08/09/2026
Tempo di lettura 4 min
08/09/2026
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I futures sono uno degli strumenti derivati più usati al mondo. Li usano agricoltori, compagnie aeree, fondi istituzionali e trader. Capire come funzionano aiuta anche chi non ha intenzione di usarli direttamente.
Un future è un contratto standardizzato con cui due parti si impegnano a comprare o vendere un determinato asset a un prezzo stabilito oggi, ma con consegna e pagamento a una data futura prefissata. L'asset sottostante può essere quasi qualsiasi cosa: materie prime come petrolio, grano o oro, indici azionari, valute, tassi di interesse, persino criptovalute.
La parola chiave è standardizzato: a differenza di un contratto privato, i futures sono negoziati su mercati regolamentati con caratteristiche fisse come quantità, qualità del sottostante, data di scadenza. Questo li rende liquidi e facilmente negoziabili.
Chi compra un future si impegna ad acquistare il sottostante alla scadenza al prezzo concordato. Chi lo vende si impegna a consegnarlo. In pratica, la stragrande maggioranza dei futures non arriva mai alla consegna fisica: le posizioni vengono chiuse prima della scadenza, e il guadagno o la perdita si realizza sulla differenza tra il prezzo di apertura e quello di chiusura.
Il meccanismo che distingue i futures dalla semplice compravendita è il margine. Per aprire una posizione non serve pagare l'intero valore del contratto, ma solo una frazione: il margine iniziale, tipicamente tra il 5% e il 15% del valore nozionale. Questo crea un effetto leva: un movimento del 5% nel prezzo del sottostante può tradursi in un guadagno o una perdita del 50-100% sul capitale investito come margine.
Le posizioni vengono aggiornate ogni giorno: se il mercato si muove a tuo sfavore, la perdita viene addebitata immediatamente sul conto (mark to market). Se il saldo scende sotto il margine di mantenimento, scatta una margin call: bisogna versare altro capitale o chiudere la posizione.
I futures nascono con una funzione precisa: la copertura del rischio, o hedging. Un agricoltore che sa di raccogliere 10.000 quintali di grano a settembre può vendere oggi futures sul grano alla scadenza autunnale, bloccando il prezzo di vendita e proteggendosi da un eventuale calo dei prezzi. Una compagnia aerea che deve acquistare carburante nei prossimi mesi può comprare futures sul petrolio per proteggersi da rialzi del prezzo.
Accanto agli hedger ci sono gli speculatori, che non hanno interesse nel sottostante ma prendono posizioni direzionali puntando su un rialzo o un ribasso. E ci sono gli arbitraggisti, che sfruttano le differenze di prezzo tra mercati diversi per guadagni privi di rischio. Le tre categorie coesistono e garantiscono la liquidità del mercato.
Due concetti utili per chi si avvicina ai futures su materie prime. In condizioni normali, il prezzo di un future è superiore al prezzo spot del sottostante, questa situazione si chiama contango, perché incorpora i costi di stoccaggio, assicurazione e finanziamento fino alla scadenza. In alcune situazioni di mercato, tipicamente quando c'è scarsità immediata del sottostante, accade il contrario: il future vale meno del prezzo spot, situazione chiamata backwardation.
Per chi investe in ETF su materie prime che replicano futures, contango e backwardation hanno un impatto concreto sul rendimento: in contango, il continuo rinnovo dei contratti in scadenza (rollover) genera un costo implicito che erode il rendimento nel tempo.
I futures diretti non sono strumenti per l'investitore retail medio: richiedono conoscenza tecnica, monitoraggio costante e la capacità di gestire margin call improvvise. Molti broker richiedono requisiti specifici di esperienza e patrimonio per l'accesso.
Chi vuole esposizione alle materie prime o a strategie basate su futures può farlo indirettamente tramite ETC, strumenti quotati in borsa che replicano l'andamento di un future senza richiedere la gestione diretta del contratto. Il meccanismo di contango si applica anche qui, ma la complessità operativa è molto inferiore.
Capire i futures è utile anche senza usarli direttamente: molti prezzi che si leggono ogni giorno sui mercati, dal prezzo del petrolio al prezzo dell'oro, sono in realtà prezzi di futures, non prezzi spot. Conoscere la differenza aiuta a leggere meglio quello che succede sui mercati.