Successione: 5 cose che la maggior parte delle persone non sa
17/03/2026
Tempo di lettura 4 min
17/03/2026
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La successione è uno di quegli argomenti che si rimanda sempre. C'è tempo, non è ancora il momento. Il problema è che spesso si arriva impreparati e le sorprese, in questo campo, sono quasi sempre costose.
Ecco cinque cose che vale la pena sapere prima.
In Italia l'imposta di successione esiste, ma è molto meno pesante di quanto si pensi, almeno per i trasferimenti tra familiari stretti.
Tra coniuge e figli la franchigia è di un milione di euro per ciascun erede. Significa che fino a quella soglia non si paga nulla. L'aliquota sul superamento è del 4%. Per fratelli e sorelle la franchigia scende a 100.000 euro con un'aliquota del 6%. Per altri parenti o estranei le condizioni sono meno favorevoli.
Molte famiglie italiane rientrano ampiamente nelle franchigie e non pagano praticamente nulla. Eppure la paura delle tasse sulla successione è diffusissima e spesso porta a decisioni affrettate e non necessarie.
Questo è forse il punto più sorprendente per chi non lo conosce.
La legge italiana tutela gli eredi legittimi attraverso la cosiddetta quota di legittima. Una parte del patrimonio non è disponibile: spetta per legge a coniuge e figli, indipendentemente da quello che dice il testamento.
Quanto? Dipende dalla composizione della famiglia. Con un figlio, metà del patrimonio è riservata a lui. Con due o più figli, due terzi vengono suddivisi tra loro. Il coniuge ha diritti propri che si sommano a questi.
Chi redige un testamento senza tenerne conto rischia di generare conflitti e impugnazioni. La pianificazione successoria parte proprio da qui: capire qual è la quota disponibile e come gestirla al meglio.
Donare il patrimonio ai figli prima di morire sembra un modo per semplificare le cose. In alcuni casi lo è. In altri, crea problemi che si manifestano solo dopo.
Le donazioni fatte in vita vengono conteggiate ai fini della successione. Si chiama collazione. Se un genitore ha donato più a un figlio che a un altro, alla morte si ricalcola tutto per riequilibrare le quote. Questo può generare tensioni e richieste di restituzione tra eredi.
Esistono anche vincoli specifici sugli immobili donati: chi li riceve può avere difficoltà a rivenderli o a ottenere un mutuo, perché la donazione può essere impugnata dagli eredi legittimati per vent'anni.
Non tutto il patrimonio rientra nell'asse ereditario. Ci sono strumenti che trasferiscono il capitale direttamente al beneficiario designato, fuori dalla successione e fuori dalle imposte.
Le polizze vita sono il caso più comune. Il capitale va al beneficiario indicato in polizza senza passare per l'eredità, senza tasse e senza attese legate alla pratica successoria. Lo stesso vale per alcune forme di previdenza complementare.
È uno degli aspetti più sottovalutati nella pianificazione patrimoniale e uno dei più utili da conoscere in anticipo, perché funziona solo se lo si imposta prima.
Molte persone pensano che il testamento serva solo a chi ha grandi patrimoni o situazioni familiari complesse. Non è così.
Un testamento olografo, scritto a mano, datato e firmato, è valido, non richiede il notaio e può fare una differenza enorme. Permette di esprimere la propria volontà sulla quota disponibile, destinare specifici beni a persone specifiche, evitare ambiguità che spesso diventano conflitti.
Quello che manca, nella maggior parte dei casi, non è la volontà di pianificare. È sapere da dove iniziare.