Quando un'assicurazione serve davvero
03/02/2026
Tempo di lettura 3 min
03/02/2026
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Quando si parla di assicurazioni, il rischio è affrontare l’argomento in modo troppo generico.
In realtà, le assicurazioni di protezione hanno un ruolo molto preciso: servono a coprire eventi che non possiamo prevedere e che, se dovessero accadere, avrebbero conseguenze rilevanti sulla nostra vita o su quella delle persone che dipendono da noi.
Parliamo quindi di assicurazioni legate al rischio: vita, invalidità o non autosufficienza, casa, responsabilità civile. Strumenti che non servono a “guadagnare”, ma a difendere un equilibrio.
Il punto centrale è capire quando hanno davvero senso.
Un’assicurazione è utile quando copre un evento poco probabile, ma potenzialmente in grado di cambiare radicalmente la situazione personale o familiare. È questo il criterio corretto, più della semplice probabilità che qualcosa accada.
Pensiamo, ad esempio, al rischio morte o a un’invalidità grave. Sono eventi rari, ma se esistono persone che dipendono dal nostro reddito, l’impatto sarebbe enorme. Lo stesso vale per la non autosufficienza o per alcuni rischi legati alla casa e alla responsabilità verso terzi: eventi difficili da assorbire con il solo patrimonio personale.
Molte coperture, però, non nascono da questo tipo di ragionamento. Vengono sottoscritte perché collegate a un mutuo, proposte in modo standardizzato o consigliate senza un vero inquadramento della situazione complessiva. Col tempo restano lì, rinnovate automaticamente, anche quando il contesto personale è cambiato.
Un errore frequente riguarda le coperture duplicate. Avere più assicurazioni sullo stesso rischio non significa essere più protetti. In caso di sinistro, il danno viene indennizzato una sola volta. Le compagnie si coordinano tra loro, ma l’importo complessivo non si somma. Pagare due premi non raddoppia l’indennizzo: aumenta solo il costo.
Questo meccanismo è spesso poco chiaro e porta a una sensazione di sicurezza che non corrisponde alla realtà. Si pensa di aver rafforzato la protezione, quando in realtà si è solo complicata la struttura delle coperture.
C’è poi un aspetto meno evidente ma altrettanto importante: ogni assicurazione ha un costo che si ripete nel tempo.
Se quella copertura non risponde più a un rischio reale, diventa una spesa che non aggiunge valore. Non perché l’assicurazione sia “sbagliata”, ma perché non è più coerente con la situazione personale.
Proteggersi non significa assicurare tutto.
Significa scegliere consapevolmente quali eventi sarebbe difficile affrontare e quali invece possono essere gestiti con il proprio patrimonio, il reddito o una buona pianificazione.
Le assicurazioni funzionano quando sono poche, mirate e pensate per eventi davvero trasformativi. Non servono a eliminare i problemi, ma a evitare che un singolo evento rimetta in discussione tutto ciò che è stato costruito nel tempo.