Tasso fisso o variabile?
10/02/2026
Tempo di lettura 3 min
10/02/2026
Tempo di lettura 3 min
Quando si prende un mutuo, la scelta tra tasso fisso e tasso variabile è una delle decisioni più importanti. Spesso si concentra l’attenzione sulla rata mensile: se “sta dentro al budget”, tutto sembra a posto. Ma la rata racconta solo una parte della storia. La vera differenza sta nel costo complessivo nel tempo e nella flessibilità della propria situazione finanziaria.
Il mutuo a tasso fisso garantisce che la rata rimanga costante per tutta la durata del finanziamento. Questo significa sapere esattamente quanto pagherai ogni mese e poter pianificare le spese senza sorprese. Per molti, questa prevedibilità è un grande vantaggio, soprattutto quando la tranquillità finanziaria pesa più del risparmio immediato.
Il lato meno positivo è che il tasso fisso parte generalmente da un livello più alto rispetto al variabile. In contesti di tassi in calo, può risultare più caro di quanto si potrebbe pagare con un mutuo variabile. Tuttavia, chi sceglie il fisso sa esattamente cosa aspettarsi e non deve preoccuparsi di oscillazioni future.
Il mutuo a tasso variabile offre una rata inizialmente più bassa, legata all’andamento dei tassi di mercato. Questo può essere un vantaggio quando i tassi sono bassi: la rata parte più leggera e il costo totale del mutuo può essere inferiore rispetto a un fisso.
Il problema è che la rata può cambiare rapidamente se i tassi aumentano. Chi sceglie il variabile spesso pensa solo al risparmio iniziale, senza considerare il rischio complessivo. In un contesto di tassi in aumento, la rata può superare di molto l’importo iniziale, mettendo pressione sul budget mensile e sulla tranquillità finanziaria.
Non basta guardare la rata iniziale. È fondamentale considerare:
Il costo totale del mutuo nel tempo.
La propria capacità di sostenere eventuali aumenti della rata senza sacrificare altre spese essenziali.
La propria tolleranza al rischio: sei disposto a rischiare oscillazioni, oppure preferisci sicurezza?
In pratica, la scelta tra fisso e variabile non è solo economica, ma di equilibrio personale. È una questione di capire quanto si è disposti a sopportare, e quanto margine si ha per reagire a imprevisti.
Supponiamo di prendere un mutuo di 150.000 euro su 20 anni:
Tasso fisso al 4% → rata costante di circa 910 euro
Tasso variabile al 3% → rata iniziale 830 euro, ma potrebbe salire oltre 1.050 euro in pochi anni se i tassi aumentano
La differenza non è solo numerica: è il rischio che stai prendendo sulla tua vita quotidiana. Una scelta apparentemente più conveniente può trasformarsi in un peso se non si è pronti a gestire eventuali aumenti.
Non esiste una risposta universale: la scelta dipende dalla tua situazione, dalla tua tolleranza al rischio e dalla tua capacità di pianificazione.
Il tasso fisso dà sicurezza e prevedibilità, ideale per chi vuole pianificare senza sorprese.
Il tasso variabile può essere più conveniente, ma richiede consapevolezza, controllo e margini di manovra.
La domanda non è solo “quanto pago oggi”, ma “quanto posso permettermi nel lungo periodo senza compromettere il mio equilibrio finanziario”. La scelta consapevole, più che la convenienza momentanea, è ciò che fa davvero la differenza.