Rischio di sequenza: l'ordine dei rendimenti conta
30/06/2026
Tempo di lettura 3 min
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Due portafogli con lo stesso rendimento medio possono produrre esiti molto diversi, a seconda di quando arrivano gli anni buoni e quelli cattivi. È uno dei concetti più trascurati nella pianificazione finanziaria.
Il rischio di sequenza riguarda l'ordine in cui arrivano i rendimenti, non solo la loro media. Se investi tutto in un'unica soluzione e non tocchi più il capitale, l'ordine non conta: conta solo il rendimento medio finale. Ma appena ci sono versamenti o prelievi periodici, l'ordine inizia a fare la differenza.
Durante l'accumulo, quando si versa regolarmente, conviene che gli anni negativi arrivino all'inizio: si compra a prezzi più bassi quando il capitale investito è ancora poco, e si beneficia della crescita successiva su un capitale più ampio. Durante il prelievo, in pensione, succede l'esatto contrario: gli anni negativi all'inizio sono i più dannosi, perché si preleva da un capitale appena eroso.
Due persone vanno in pensione con 500.000 euro ciascuna e prelevano 25.000 euro all'anno. Entrambe ottengono lo stesso rendimento medio nel tempo, ma in ordine diverso. La prima ha due anni negativi proprio all'inizio del pensionamento. La seconda ha gli stessi due anni negativi, ma alla fine, dopo che il capitale è cresciuto per anni.
La prima rischia di esaurire il capitale prima del previsto, perché i prelievi colpiscono un patrimonio già ridotto. La seconda arriva alla fine con un patrimonio residuo solido, perché quegli stessi due anni negativi pesano su un capitale molto più grande. Stesso rendimento medio, stesso prelievo, esito molto diverso.
Quando si preleva una somma fissa da un capitale appena sceso, quella somma vale proporzionalmente di più rispetto al capitale rimasto, accelerando l'erosione. Quando il capitale è cresciuto, lo stesso prelievo pesa meno e lascia più margine di recupero.
Per questo i primi cinque anni di pensionamento sono statisticamente i più critici. Un mercato negativo in quel periodo ha un impatto molto più forte dello stesso mercato negativo che arrivasse dieci o vent'anni più tardi.
Non si può eliminare il rischio di sequenza, ma si può attenuarlo. Mantenere una riserva di liquidità o strumenti a basso rischio sufficiente a coprire due o tre anni di prelievi evita di dover vendere asset azionari proprio durante un mercato negativo.
Essere flessibili sui prelievi aiuta: chi può ridurre temporaneamente l'importo prelevato durante un anno negativo riduce significativamente il rischio rispetto a chi mantiene prelievi rigidi a prescindere dalle condizioni di mercato.
E semplicemente saperlo prima fa la differenza. Chi arriva al pensionamento con tutto in azionario puro, senza aver considerato questo rischio, sta correndo un rischio diverso da quello che pensa di aver pianificato.