Quando controlli i tuoi investimenti, probabilmente guardi soprattutto quanto hanno reso. Ma sai quanto hai pagato per ottenere quel risultato?
Il costo di un investimento, infatti, non coincide necessariamente con la commissione che vedi sul conto corrente. Alcune spese vengono addebitate direttamente, altre sono già incorporate nei prodotti finanziari e possono passare inosservate.
Nel tempo, però, anche differenze apparentemente piccole possono incidere sul risultato finale.
Quali costi paghi quando investi in banca?
I costi degli investimenti bancari possono essere suddivisi in tre categorie principali.
Costi dei prodotti finanziari. Fondi comuni, ETF e prodotti finanziari assicurativi possono prevedere commissioni di gestione e altre spese. Una parte di questi costi è incorporata nel valore del prodotto e non compare come addebito separato sul conto.
Costi della banca. Possono esserci commissioni per acquistare e vendere strumenti finanziari, spese di custodia dei titoli ed eventuali costi per il servizio di consulenza, in base al contratto sottoscritto.
Altri costi. Alcuni strumenti prevedono ulteriori spese, come i costi di transazione o eventuali commissioni legate ai risultati.
Non tutte queste voci si applicano a ogni investimento. Per capire quanto spendi davvero, devi considerare sia i prodotti che possiedi sia i servizi utilizzati.
Quanto incidono le commissioni nel tempo?
Immaginiamo di investire 100.000 euro per vent’anni, ipotizzando un rendimento lordo del 5% annuo.
| Costi annui ipotizzati | Capitale dopo 20 anni |
|---|---|
| 0% | circa 265.300 € |
| 1% | circa 219.100 € |
| 2% | circa 180.600 € |
La simulazione ipotizza rendimenti costanti, costi che riducono il rendimento annuo rispettivamente allo 0%, 1% o 2% rispetto al rendimento lordo, e nessuna imposta. È un esempio semplificato, non una previsione.
La differenza tra il primo e l’ultimo scenario supera gli 84.000 euro.
Questo accade perché i costi non riducono soltanto il rendimento del singolo anno: diminuiscono anche il capitale che può generare rendimenti negli anni successivi. Ecco perché è importante considerarli soprattutto quando investi con un orizzonte temporale lungo.
Come scoprire quanto stai pagando?
Il documento da cui partire è il rendiconto costi e oneri, che riepiloga le spese sostenute per i prodotti e i servizi di investimento nel periodo di riferimento, generalmente in euro e in percentuale.
Puoi affiancarlo al KID dei prodotti che possiedi, il documento che riassume le caratteristiche e i costi previsti per ciascuno strumento.
Attenzione, però: conoscere il costo di un singolo fondo non significa conoscere quello complessivo del tuo portafoglio. È necessario considerare anche gli altri costi applicati dalla banca e dal servizio di investimento.
Pagare meno è sempre meglio?
Non necessariamente. Un prodotto più costoso non è automaticamente peggiore, così come uno economico non è sempre quello più adatto.
La questione è capire che cosa ricevi in cambio di ciò che paghi e se gli investimenti sono coerenti con i tuoi obiettivi, il rischio che puoi sostenere e il tuo orizzonte temporale.
I costi sono una parte importante della valutazione, ma non l’unica. Per questo, oltre a chiederti quanto paghi, vale la pena verificare come è costruito il portafoglio e se le scelte fatte sono ancora adeguate alla tua situazione.



